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"Mobilità e sicurezza" di Brunello Olivero

Siete stati tutti testimoni nelle Conferenze Stampa dell'ultimo decennio di come l'ACI e l'ACP abbiamo pesantemente reagito a questo atteggiamento irresponsabile. Ricorderete le battaglie condotte per educazione stradale come materia obbligatoria, patente a punti, manifesto dell'automobilista ai politici, le annuali conferenze sulla sicurezza, la individuazione dei punti neri, il 7 aprile ecc.ecc.E' soprattutto l'enfasi della stampa, anche quella locale, che ha appoggiato queste iniziative sviluppate in tempi ragionevoli dalle Autorità Competenti.Non è quindi casuale che da qualche anno a questa parte il drammatico fenomeno sia in lenta ma graduale e significativa diminuzione.Non è certo il momento né di illudersi  di abbassare la guardia. Il problema rimane di estrema gravità.Siamo tutti reduci da un periodo di grande commozione, doloroso stupore e appassionata solidarietà per la tragedia che ha colpito l'Abruzzo con quasi 300 vittime.E' in questi momenti che gli Italiani sanno dare il meglio.Devo ricordarvi però che sulle nostre strade ogni 20 giorni muoiono + di 300 persone come se ogni 20 giorni si verificasse una catastrofe analoga.E a questi drammi non corrisponde una reazione adeguata né sul piano dei rimedi né sul piano mediatico. E c'è di più. IL TERREMOTO Evento straordinario, difficilmente prevedibile e soprattutto difficilmente localizzabile in cui la responsabilità umana c'è e va perseguita (case non idonee) ma è travolta dalla straordinarietà dell'evento.L'INCIDENTE STRADALE evento quotidiano prevedibile anzi previsto, si sa persino dove (punti neri) e se ne conoscono tutte le cause. È mai possibile che non si possa sconfiggere un nemico che si conosce e che si sa dove ti aspetta?La verità è che tra i protagonisti - chi gestisce le infrastrutture, chi fabbrica le macchine e chi guida, il vero protagonista è chi cagiona l'incidente, il guidatore del veicolo e talvolta il pedone e cioè l'uomo.Ancora una volta lo ripeto: il problema di fondo è creare una cultura della sicurezza.La consapevolezza di avere come esigenza primaria ed indefettibile il rispetto della incolumità propria ed altrui. Certo è un problema di cultura, di educazione, di civismo.Ci vuole del tempo ma bisogna seminare.Ricordo un'importante iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo cui l'Automobile Club di Cuneo ha aderito con entusiamo. È stata presentata il 6 aprile scorso dal Presidente della Fondiazione Ezio Falco e dal responsabile della comunicazione Carlo Benigni. Sicuri per scelta, muoversi con intelligenza.Vi leggo qualche riga del progetto."Secondo i consigli degli esperti in psicologia del traffico ed in comunicazione educativa, sono state selezionate come target principale dell'intervento le età rappresentative dello sviluppo individuale, dalla crescita nell'utero materno, alla nascita e successivamente al compimento dei 3, 6, 11, 14 e 18 anni per raggiungere attraverso di loro tutta la popolazione cittadina, facendo della sicurezza stradale l'obiettivo principale e ricorrente per ogni fascia di età ed in ogni situazione di mobilità".Dopo i 18 anni la patente. La maggior parte degli incidenti colpisce i giovani. Io non credo che sia solo un problema di entusiamo giovanile e di sprezzo del pericolo. A mio avviso manca una maturità nella guida.Ancorché le autoscuole della nostra Provincia svolgano bene il loro lavoro disponendo di ottimi istruttori, di un parco auto adeguato ed in qualche caso di simulatori, quello che non possono fare le autoscuole è far toccare con mano ai giovani patentati(senza provocare incidenti)quali sono i loro limiti e quali le insidie del pericolo in agguato. Di qui l'iniziativa dell'ACI CUNEO che dopo anni di tentativi vorremmo concludere: è quella di far sì che siano messe a disposizione delle autoscuole aree attrezzate con veicoli appositi (con ruotino laterale) in cui vengano simulate le situazioni di pericolo (ghiaccio, acquaplanning, attraversamento improvviso) e rinnoviamo il nostro appello in toto alle istituzioni.Sulla sicurezza dei pedoni abbiamo scritto tempo fa una lettera aperta ai Sindaci delle 7 sorelle(senza peraltro averne riscontro) elencando i rimedi strutturali che le odierne tecniche consentono.Ma non mi ripeto perché ne avete già scritto a proposito del limite a 30 kmh.Certo queste sono inziative cuneesi e ne sono fiero così come leggo di tanto in tanto di analoghe iniziative di diverse origini in diverse regioni. Credo sia necessaria una mappatura, una identificazione ed un coordinamento delle iniziative locali.E questo è un altro punto vitale. Io credo sia venuto veramente il momento di affrontare il problema della sicurezza stradale sottraendolo alla competenza di più ministeri di concerto fra di loro e affidandolo con tutte le competenze e senza gli immancabili lacci burocratici, a Enti come la Protezione civile e l'ACI che hanno dimostrato sempre di sapersi muovere tempestivamente e con efficienza sempre nel rispetto delle regole, ma di quelle regole che servono ad assicurare i risultati e non a giustificare i rinvii.