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GUIDA PERICOLOSA: SANZIONI GRAVOSE?

di Enrico Sanna

Allora si trattava di un primo bilancio sull’effetto del decreto legge del giugno 2003 che introduceva la novità della patente a punti, “novità” che fece registrare nel seguente mese di luglio un calo del 23% degli incidenti stradali, dato che non si registrerà più in seguito (nel primo anno dall’entrata in vigore dal decreto gli incidenti diminuirono del 14%, flessione a ragione ritenuta insufficiente in rapporto alle campagne sulla prudenza e agli inasprimenti delle sanzioni per le infrazioni al Codice della Strada, e l’andamento degli anni seguenti non è stato sensibilmente migliore). Nel secondo caso l’Automobile Club d’Italia, nell’imminenza delle elezioni politiche, presentava ai candidati in campo per formare il nuovo governo italiano un articolato “manifesto” di richieste di intervento, soprattutto in direzione della sicurezza stradale. Il nuovo governo ha preso i primi provvedimenti e già a fine maggio 2008 entrava in vigore il DL 92 con le misure urgenti sulla sicurezza e un inasprimento delle sanzioni per gli automobilisti sorpresi a guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Provvedimenti che appaiono opportuni, se il rapporto Aci-Censis del 2008 ancora mette in evidenza come il 58,2% degli incidenti stradali sia dovuto all’influsso di alcol e droga, il 49,1% a eccesso di velocità, il 19,6% a scarsa educazione stradale di automobilisti e motociclisti. Ma una buona parte degli automobilisti sembra vedere in queste nuove misure un’ulteriore volontà di non sempre giustificata penalizzazione. “All’aumento degli incidenti stradali non deve corrispondere una battaglia indiscriminata contro gli automobilisti”: è una protesta che ricorre nei siti Internet e nei “blog” più frequentati da chi, soprattutto per motivi di lavoro, usa quotidianamente l’automobile. Troviamo, tra l’altro, in risposta a chi plaude alle nuove normative, un esempio di “lamentela comune”: “caro amico, spero che una domenica dopo un pranzo in famiglia ti succeda un banalissimo incidente, un piccolo tamponamento, la classica distrazione, ti fanno l’etilometro e a causa dei due bicchieri di vino e del limoncellino alla fine ti trovino positivo all’etilometro. Così poi vediamo se dici ancora che fanno bene, dopo un anno senza patente e circa 7 - 8 mila euro in meno e un bel procedimento penale”: Eccoli qua tutti i rischi e i timori della dura legge; e ancora: “scambiare per alcolizzato un automobilista esemplare mi sembra un ‘pochino’ esagerato. Inoltre questi inasprimenti, in molti casi assolutamente esagerati, ottengono il ‘lodevole’ risultato delle fughe dopo gli incidenti che, casualmente, sono aumentati notevolmente rispetto a qualche anno fa: sarà un caso? L'importante è sanzionare, poi tutto il resto va bene!”; e il bevitore “moderato” e preoccupato: “in un paese dove i mezzi pubblici fanno schifo e i taxi costano un patrimonio, uno che non può farsi accompagnare deve per forza diventare astemio? É insopportabile questo moralismo quando è evidente che gli incidenti del sabato sera più che dall’alcol sono causati dall’imbecillità dei piloti, alla quale non c’è rimedio, di certo non risolve niente il divieto di vendere alcolici dopo le due o il continuo aumento delle pene che serve solo a rovinare la vita al malcapitato che viaggia con 0,52 o giù di lì tasso alcolico. Magari lo stesso che il giorno prima ha preso il velox perché andava a 55 all’ora in una delle diffusissime ‘superstrade’ con il limite dei 50 che ci ritroviamo in Italia”.Alcuni più moderati, altri più enfatici e imprecisi, questi sfoghi denotano tutti lo stesso malumore.Siamo andati, in una di queste mattine, in Prefettura, dove una quarantina di automobilisti “reprobi”era in attesa, nella speranza di vedersi restituita la patente di guida. Nessun giovanissimo, una sola donna, qualche anziano, due pensionati “beccati” dopo la partita a bocce della domenica. Raccogliamo la testimonianza di un rappresentante di commercio, quarantenne, ventidue anni di patente e migliaia di chilometri senza incidenti gravi. Nonostante la leggenda metropolitana per cui le forze dell’ordine non escono in pattuglia (o, comunque, pattugliano di meno) in caso di pioggia, in una delle notti di maltempo della metà di giugno, questo automobilista, di ritorno da una cena a casa di amici, forse segnalato dalla guida incerta e lenta, è stato fermato per controllo in una via del centro, a Cuneo. “Abito anch’io a Cuneo – ci dice l’imprudente automobilista – e, poiché pioveva, non me la sentivo di attraversare a piedi tutta la città. Ho raggiunto quindi la casa di un amico che festeggiava una ricorrenza. In questi casi si beve qualche bicchiere in più, ma data la pioggia e l’ora tarda, il tragitto tutto in città, ho azzardato il rientro alla guida della mia auto”. Il resto è prevedibile, gli agenti lo fermano: patente e libretto, sospetti per la voce un po’ impastata. Solo stanchezza? Meglio effettuare il controllo del caso; ma qui, vuoi per l’ansia e la paura del ritiro della patente, vuoi per un effettivo attacco di asma, il nostro intervistato, nonostante i numerosi tentativi, non riesce a “soffiare” nell’etilometro, per cui non si potrà valutare il tasso alcolemico. Quale sorte attende il nostro amico? Molti casi riguardano infrazioni ben più gravi e pericolose, che meritano, quelli sì, una punizione esemplare. L’avvocato Ernesto Algranati, membro del Consiglio direttivo dell’Automobile Club Cuneo, si sta occupando proprio di alcuni casi del genere e non si pronuncia sul merito delle nuove norme, ma afferma: “È accertato che un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro provoca in quasi tutti i soggetti un sensibile rallentamento dei riflessi. E’ vero che non può essere una regola valida per tutti i soggetti, ma non si può pensare a una normativa che tenga conto di tutti i singoli casi…” Rimane il fatto che sia le sanzioni pecuniarie che quelle penali previste dalla nuova normativa appaiono eccessive in una gran parte dei casi. Sono di questo parere anche alcune associazioni, come l’AICAT (Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento). In Liguria questa associazione, in collaborazione con la Regione, la Provincia di Genova, il Comune di Genova, l’A.S.L. 3 “Genovese”, l’Associazione Magistrati, la Società Italiana di Alcologia, l’Associazione Autoscuole della provincia di Genova, il Tribunale di Sorveglianza di Genova, ha considerato la possibilità di altre forme di misure alternative alla sanzione penale per le persone fermate per guida in stato di ebbrezza. L'obiettivo è quello di un miglioramento dei percorsi di valutazione di idoneità alla guida (che saranno poi esaminati dalla Commissione Patenti) e la possibilità, per quanto riguarda l’aspetto penale, di rendere possibile l’introduzione, in alternativa all’attuale pena pecuniaria, dello svolgimento di una “attività socialmente utile” nel settore, finalizzata a sviluppare una sensibilità sociale più complessiva sul tema della prevenzione e del trattamento dei problemi alcolcorrelati.