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EDITORIALE: Crisi e moderazione

Ma perché tutto questo sproloquio? Per dire che quando si è in crisi si deve per forza fare qualcosa. I nostri governanti (Italiani ma anche Europei) devono affrontare anche loro, come hanno già fatto in Usa e in Inghilterra, il problema auto. Italia, Francia e Germania, ma anche seppure per terzi, Svezia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Polonia, sono paesi produttori. L’Unione Europea deve quindi intervenire a sostegno di questa industria meccanica che è fondamentale per l’economia e, se vogliamo, anche strategica. Ma che tocca anche due altri settori “strategici” e “costosi”: la sicurezza stradale e l’eco-compatibilità. Finanziamenti sì all’industria per l’innovazione e ricerca mirata all’eco-compatibilità ma anche e principalmente incentivi ai consumi, cioè agevolazioni per chi rottama e cambia auto, anche per chi in uno scambio fra usato compra un’auto più recente e meno inquinante.Gli incentivi 2007 andarono discretamente ed un decennio di quei risultati positivi porterebbero l’Italia in una situazione migliore (si parla specialmente di ecologia e sicurezza). Nel 2008 gli ecoincentivi non sono andati bene in quanto (inferiori al 2007) più bassi del valore dell’auto. Forti incentivi sarebbero una mossa utile per migliorare le prospettive del 2009 intervenendo su un “mercato” di 10.000.000 di auto vecchie ed altamente inquinanti.  

Cordialmente.  

  Massimo Condemi